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 Montecorvino Pugliano è un comune italiano, 342 m.s.l.m,  sparso in più frazioni, che consta di 10.829 abitanti e appartiene alla provincia di Salerno in Campania.

Le frazioni montane del comune che si trovano sul monte Corvino sono: Pugliano, Santa Tecla, Gallara e Torello, mentre più a valle si trova la frazione di San Vito.

In collina si trovano le località di Condolizzi, Condorelli, Pendazzi, Pendazzelli, Santesi e Sorbo, mentre in pianura, le frazioni di Bivio Pratole e Pagliarone sono le località del comune che si sono maggiormente sviluppate grazie alla vicinanza della strada statale 18 "Tirrena inferiore"

Non esiste invece alcun centro abitato del comune con il nome di Montecorvino, mentre il toponimo si ritrova nell'adiacente comune di Montecorvino Rovella.

La flora nel comune di Montecorvino Pugliano è caratterizzata dalla forte presenza di olivi e viti.

Nella frazione di Santa Tecla, che si trova sulla strada che collega Pugliano con Pontecagnano per via Faiano, è presente un bosco di querce ("bosco San Benedetto"), la cui gestione non è affidata all' amministrazione comunale.

Montecorvino Pugliano partecipò nel 1820 e nel 1848 ai moti antiborbonici per la Costituzione. Fazioni opposte contrapponevano Pugliano e Santa Tecla che si contendevano i posti di maggiore responsabilità nell’amministrazione comunale. Nel 1911 un regio decreto sancì la separazione di Montecorvino Pugliano da Pontecagnano Faiano. Da allora Montecorvino Pugliano comprende le frazioni di Santa Tecla, Pugliano, Gallara, Torello, Pagliarone e San Vito. La storia di Santa Tecla inizia molto lontano da Montecorvino Pugliano. 
Tecla era figlia di regnanti e viveva in Livigogna o Livigonia, in Turchia. Il padre, per suggellare un’alleanza, desiderava che la fanciulla sposasse il figlio di un regnante vicino. Ma Tecla non voleva e si rifiutò. Per punirla il padre allora la fece gettare nella fossa dei leoni. Ma avvenne un miracolo: i leoni, invece di sbranarla, si inginocchiarono intorno a lei. Il giorno dopo fu ritrovata viva dalle guardie. Il padre, sempre più infuriato la fece gettare nella fossa dei serpenti. Ma neanche questi la toccarono. Il re, allora, ordinò che fosse chiusa in una cella a pane e acqua, fino a quando non avesse cambiato idea. In cella a Tecla apparve San Paolo che le disse: “Accetta di sposarti. Il giorno del matrimonio qualcosa accadrà”. Tecla lo ascoltò ed il giorno del matrimonio avvenne il terzo miracolo: il padre stava per essere colpito da un fulmine, ma Tecla lo salvò, e per questo è considerata protettrice dei tuoni e dei fulmini. 
In seguito Tecla fuggì e giunse nel territorio di Montecorvino Pugliano dove si rifugiò in una cascina abbandonata. Qui iniziò la sua vita di preghiera, di aiuto verso il prossimo, sposa di Gesù. All’epoca la chiesa era a tre navate, ma nel momento in cui Tecla morì, richiamati dal suono delle campane che si misero a suonare da sole e da una grande luce, accorsero non solo gli abitanti, ma anche i soldati che spararono all’impazzata distruggendo le navate laterali. 
Per cui è rimasta solo la navata centrale. Continuando a sparare, i soldati si raggrupparono sotto la grande quercia. Fu allora che iniziò a soffiare un vento fortissimo che sradicò l’albero e lo abbatté sui soldati seppellendoli. La navata centrale, in cui erano il corpo della santa e tutta la popolazione che vi si era rifugiata, miracolosamente era rimasta in piedi. Da allora, Santa Tecla è diventata la patrona di Montecorvino Pugliano.

Fonte: http://www.comune.montecorvinopugliano.gov.it/index.php?action=index&p=247
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