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 Il Bosco San Benedetto è un demanio di proprietà collettiva dei cittadini delle frazioni S. Tecla, Castelpagano e Cerra del Comune di Montecorvino Pugliano. Esteso ca 115 ettari interamente ricoperti di piante di quercia è posto nelle immediate vicinanze del borgo S. Tecla a confine con il Comune di Pontecagnano Faiano. Lo attraversa la S. P. 28 Faiano – M.no Rovella.

Le sue origini si perdono nella notte dei tempi.

Di certo si sa che esso era di natura ex feudale, ecclesiastico, di pertinenza una volta della Badia di S. Benedetto Faiano, e su esso esercitavano da tempo immemorabile pochi usi civici i cittadini di S. Tecla e Castelpagano, in compensazione di cui fu loro assegnato nel 1810 dal commissario ripartitore del Regno delle Due Siclie signor Giampaolo una corrispondente estensione di quella tenuta demaniale in tomoli 435 e passi 771, pari circa all’attuale estensione di115 ettari. Sin da quel tempo S. Tecla e Castelpagano facevano parte del Comune di M.no Pugliano, che a sua volta era unito a quello di M.no Rovella, da cui si staccò nel 1820. Ed il comune di M.no Pugliano ritenne sempre il bosco come cosa propria contro la volontà degli abitanti delle frazioni di S. Tecla e Castelpagano. Questi ultimi intrapresero diversi giudizi contro il Comune di M.no Pugliano perché venisse riconosciuto il loro diritto di appartenenza del Bosco. Con sentenza del Tribunale di Salerno del 28 Luglio 1875, confermata dalla Corte di Appello di Napoli con altra sentenza del 31 gennaio 1876, il Comune di M.no Pugliano fu condannato a cedere per uso esclusivo dei cittadini di S. Tecla e Castelpagano il Bosco S. Benedetto. In altri termini i cittadini non solo avevano il diritto esclusivo di esercitare gli usi civici quali il pascolo degli animali e la raccolta della legna secca, ma potevano gestire il ricavato delle vendite del legname derivanti dai tagli periodici. Anzi già nel 1875 venne fatta richiesta da parte dei cittadini di S. Tecla e Castelpagano di istituire un’amministrazione separata da quella del comune per la gestione del bosco.

Tuttavia fino al 1978 il demanio boschivo è stato amministrato dal Comune per conto delle frazioni S. Tecla e Castelpagano, fermo restando che già a partire dal 11 aprile 1911 per mano del Commissario prefettizio sig. dott. Rosario Rossi vige il regolamento per l’esercizio degli usi civici del demanio di S. Benedetto e di spettanza esclusiva dei frazionisti. Infatti fino a tale anno 1978 il bosco S. Benedetto era una Amministrazione speciale, poi azienda speciale con un comitato che la sovrintendeva nominato dal Consiglio Comunale ai sensi dell’art.4 della legge 25-7-1952 n.991.

Con delibera di C.C. n. 34 del 28-2-1973 il Sindaco, in ossequio alle pressanti richieste dei cittadini, chiedeva al Prefetto di Salerno di fissare con proprio decreto le norme procedurali relative alle elezioni del Comitato quale primo passo per la costituzione dell’Amministrazione Separata del Bosco S. Benedetto ai sensi della legge 17-4-1975 n.278.

Le prime elezioni del Comitato per l’Amministrazione Separata dei Beni Demaniali del Bosco S. Benedetto venivano convocate per il 16 aprile 1978 giusto decreto prefettizio n. 8000/20 del 17-2-1978. A partire da quel 16 Aprile 1978, con cadenza quadriennale si sono succedute 5 amministrazioni, compresa quella in corso,.

Oggi l’Ente è un’istituzione al passo coi tempi. Dotato di un proprio Statuto e regolamenti vari, esso si prefigge il progresso economico del demanio nell’interesse dei cittadini proprietari con le finalità di favorire il pieno sviluppo dello stesso disciplinando l’attività economica e concorrendo alla difesa del suolo nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio.

fonte: http://web.tiscali.it/boscosanbenedetto/brevicenni.htm

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